Di Peste e Passione

una Storia dei rapporti tra emozione e reazione alle epidemie / pandemie


Il Progetto Di peste e passione intende presentare uno studio sul modo in cui gli esseri umani hanno reagito emotivamente alle epidemie o pandemie, stando alle testimonianze letterarie, filosofiche e storiche che vanno dall’antichità a oggi.

Tra gli autori più rappresentativi, possiamo ricordare soprattutto Lucrezio, che nei versi finali del libro VI del De rerum natura riscrive l’episodio della peste di Atene raccontato da Tucidide e analizza nel dettaglio le passioni dei contagiati, ossia «la coscienza dell’animo offuscata da tristezza e paura».

Il progetto è a cura del Dr. Enrico Piergiacomi. Trova inoltre il supporto del reparto comunicazione della Fondazione Bruno Kessler e quello scientifico del Centro per le Scienze Religiose (FBK-ISR).

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L’occhio giallo del marinaio. Epidemia e sguardo nel The Rime of the Ancient Mariner

La Ballata del Vecchio Marinaio di Samuel Taylor Coleridge interverrebbe nel dibattito che ebbe luogo tra Settecento e Ottocento sulla diffusione della pestilenza di febbre gialla, causata dal mercato degli schiavi importati dall’Africa.

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Peste di luce? Irradiazione tra Dante e Lenz Fondazione


Dante fa riferimento alla peste in un solo luogo della Divina Commedia: nei vv. 58-66 del canto XXIX dell’Inferno. Essi descrivono il supplizio che patiscono i falsari, a cui è dedicato il resto del canto XXIX e tutto il canto XXX.

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